Casinò games, nuovi operatori allarmati
Alessandra Manzari Aug 29 2011:
I vecchi operatori, quelli che fin dallo scorso 18 luglio hanno potuto offrire ai propri clienti, affezionati o nuovi, i casinò games, si sfregano soddisfatti le mani. Ma i nuovi, quelli che avevano partecipato al bando comunitario per il rilascio di 200 licenze e che ora si vedono bloccare l’iter di aggiudicazione dal ricorso presentato al Tar di Lazio dal bookmaker britannico Stanleybet, sono quanto meno preoccupati.
Già, perché la data di discussione del ricorso è stata fissata dai giudici per il prossimo 12 ottobre, e anche se il ricorso fosse rigettato (ipotesi che non sembra irrealistica), i tempi per l’effettivo debutto dei giochi di sorte a quota fissa saranno comunque lunghi e, tra burocrazia e collaudi, non sarà possibile prima di novembre. Uno scenario che per quegli operatori soprattutto stranieri che hanno già speso molto per partecipare al bando, e altrettanto per pianificare massicce campagne di marketing, si rivela quantomeno sfavorevole.
Tanto più che in questo come in altri settori, la tempestività è una carta vincente. E arrivare con i propri prodotti quando i clienti si sono già affezionati a quelli offerti da altri operatori, può danneggiare seriamente le potenzialità di business. Se dunque Poste Mobile si è costituita a fianco di Aams contro Stanley, chiedendo al contempo l’anticipo dei tempi di discussione del ricorso, gli altri operatori, che non escludono azioni da intraprendere, sollecitano i giudici del Tar del Lazio ad accogliere la richiesta. Evitando dunque una discriminazione totalmente ingiustificata per coloro che non hanno fatto altro che adeguarsi ai requisiti previsti dal bando e dalla legge comunitaria.
Già, perché la data di discussione del ricorso è stata fissata dai giudici per il prossimo 12 ottobre, e anche se il ricorso fosse rigettato (ipotesi che non sembra irrealistica), i tempi per l’effettivo debutto dei giochi di sorte a quota fissa saranno comunque lunghi e, tra burocrazia e collaudi, non sarà possibile prima di novembre. Uno scenario che per quegli operatori soprattutto stranieri che hanno già speso molto per partecipare al bando, e altrettanto per pianificare massicce campagne di marketing, si rivela quantomeno sfavorevole.
Tanto più che in questo come in altri settori, la tempestività è una carta vincente. E arrivare con i propri prodotti quando i clienti si sono già affezionati a quelli offerti da altri operatori, può danneggiare seriamente le potenzialità di business. Se dunque Poste Mobile si è costituita a fianco di Aams contro Stanley, chiedendo al contempo l’anticipo dei tempi di discussione del ricorso, gli altri operatori, che non escludono azioni da intraprendere, sollecitano i giudici del Tar del Lazio ad accogliere la richiesta. Evitando dunque una discriminazione totalmente ingiustificata per coloro che non hanno fatto altro che adeguarsi ai requisiti previsti dal bando e dalla legge comunitaria.
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