Titoli potenziali della Mostra del Cinema di Venezia: Social Reckoning, Bunker, Studio

Titoli potenziali della Mostra del Cinema di Venezia: Social Reckoning, Bunker, Studio


A poco più di un mese dalla presentazione del programma del Festival del Cinema di Venezia, una serie di vivaci titoli di prestigio con i migliori talenti sono emersi come probabili contendenti per il Leone d’Oro.

Nuovi lavori di autori di fama internazionale come Florian Zeller con “Bunker”, un thriller psicologico con Javier Bardem e Penelope Cruz; Martin McDonagh con “Wild Horse Nine”, un thriller politico della Searchlight Pictures con John Malkovich e Sam Rockwell; “Bucking Fastard” di Werner Herzog con Rooney Mara e Kate Mara;” e Nanni Moretti con “It Will Happen Tonight” con Louis Garrel e Jasmine Trinca dovrebbero essere tra i momenti salienti, insieme a “The Echo Chamber”, l’ultimo dramma dell’italiano Andrea Pallaoro con Alicia Vikander e Luca Marinelli nei panni di amanti estasiati e con Susan Sarandon.

Il direttore artistico di Venezia Alberto Barbera sta, come al solito, lottando contro il tempo per finalizzare l’83a edizione del festival, con diversi posti ancora in mutamento. Ciò che appare già chiaro, tuttavia, è che, proprio come Cannes quest’anno, Venezia 2026 avrà probabilmente un’impronta hollywoodiana più leggera. La crescente riluttanza degli studios a spendere cifre importanti per le anteprime dei festival, i ritardi nella produzione di numerosi film americani attesi (e il probabile disturbo da stress post-traumatico dovuto a “Joker 2”) dovrebbero assottigliare le fila dei titoli commerciali più importanti. Tra i progetti che difficilmente saranno pronti in tempo ci sono “Le avventure di Cliff Booth” di David Fincher – il sequel di “C’era una volta a Hollywood” di Quentin Tarantino, interpretato ancora una volta da Brad Pitt – e “Cry” di Tom Ford. to Heaven”, che segna il debutto come attrice di Adele.

C’è ancora speranza, tuttavia, per qualche star di Hollywood al Lido sotto forma di “The Social Reckoning” di Aaron Sorkin, il seguito di “The Social Network” in cui Jeremy Strong succede a Jesse Eisenberg nel ruolo del fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. Si ritiene che siano in corso trattative tra Barbera – che deve ancora vedere il film completato – e Sony riguardo ad una première a Venezia.

Anche se Netflix potrebbe non portare “Le avventure di Cliff Booth” al festival, lo streamer dovrebbe comunque presentarsi con diversi titoli, in particolare “Here Comes the Flood” di Fernando Meirelles, un thriller sulle rapine con Denzel Washington, Robert Pattinson e Daisy Edgar-Jones.

C’è anche la possibilità che la seconda stagione della serie “The Studio” di Apple TV+ diretta da Seth Rogen, girata al Lido di Venezia a marzo con Madonna sul set e con un cameo di Barbera, possa essere proiettata in qualche modo al festival.

Intanto di seguito trovate una prima infornata di titoli che probabilmente concorreranno al Leone d’Oro. Come annunciato in precedenza, Maggie Gyllenhaal presiederà la giuria.

Aaron Sorkin – “La resa dei conti sociale”

Jeremy Strong interpreta Mark Zuckerberg (prendendo il posto di Jesse Eisenberg) in questo pezzo complementare a “The Social Network”, basato sugli eventi che hanno scatenato la denuncia del Wall Street Journal “The Facebook Files”. Il film segue Frances Haugen (Mikey Madison), un giovane ingegnere di Facebook, che ingaggia il reporter del WSJ Jeff Horwitz (Jeremy Allen White) per svelare i segreti più custoditi del social network. La Sony Pictures distribuisce il film il 9 ottobre, che segue un inchino al Lido.

Florian Zeller “Bunker”

Questo thriller di alto livello presenta i veri marito e moglie Javier Bardem e Penelope Cruz nei panni di una coppia alle prese con tensioni mentre un misterioso progetto di costruzione – un bunker commissionato da un potente magnate della tecnologia – inizia a infiltrarsi nelle loro vite. Nel cast di “Bunker” figurano anche Paul Dano, Stephen Graham e Patrick Schwarzenegger. Zeller, che ha esordito nel lungometraggio con il film premio Oscar “The Father”, è stato l’ultima volta a Venezia con “The Son” con Hugh Jackman e Laura Dern.

Fernando Meirelles – “Ecco che arriva il diluvio”

Dal candidato all’Oscar Fernando Meirelles (“I due Papi”, “La Città di Dio”) e scritto da Simon Kinberg (“Mr. & Mrs. Smith”), il film racconta la storia di una guardia di banca che complotta con un abile ladro per portare a termine una rapina. Il film Netflix vede protagonisti Denzel Washington, Robert Pattinson, Daisy Edgar-Jones, Danai Gurira e Sean Harris.

Martin McDonagh – “Il cavallo selvaggio nove”

Ambientato poco prima del colpo di stato cileno del 1973, gli agenti della CIA Chris e Lee vengono inviati da Santiago all’Isola di Pasqua. Quando Chris si lega a una coppia di studenti ribelli, l’intera missione rischia di fallire. Il film è interpretato da John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Wait e Parker Posey, distribuito da Searchlight Pictures.

Werner Herzog – “Bucking Fastard”

Il nuovo film di Herzog vede protagonisti Rooney Mara e Kate Mara nei panni di due sorelle, Jean e Joan Holbrooke, che tentano di scavare un tunnel attraverso una catena montuosa alla ricerca di una terra immaginaria dove esiste il vero amore. Il film è stato inizialmente invitato a Cannes 2026 come selezione ufficiale, ma Herzog ha rifiutato perché non gli è stato offerto un posto in concorso. Nel cast figurano anche Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.

Andrea Pallaoro — “La Camera dell’Eco”

Basato su una sceneggiatura incompiuta di Bernardo Bertolucci (completata da Ludovica Rampoldi e Ilaria Bernardini), il film ruota attorno a un uomo, una donna e un appartamento dove si svolge una relazione. Il cast è guidato da Alicia Vikander, Susan Sarandon e Luca Marinelli. I precedenti film di Pallaoro “Hannah” e “Monica” erano entrambi in concorso a Venezia.

Stéphane Brizé – “Un bravo soldatino”

Il film vede protagonista Alba Rohrwacher nei panni di una donna che si muove in un ambiente aziendale in cui la vulnerabilità non è una risorsa. A 43 anni, Carla è una dirigente ad alte prestazioni appena assunta come responsabile delle risorse umane di un importante assicuratore, con il compito di ricostruire il suo marchio. Nel cast c’è anche Vincent Lindon.

Cédric Kahn — “15/18” (alias “Un posto dove guarire”)

Ambientato nell’unità di psichiatria adolescenziale di un ospedale pubblico francese, il film segue il ritmo irregolare degli adolescenti che vanno e vengono mentre un medico e la sua squadra affrontano il ciclo incessante di trattamento, ascolto e confronto con la sofferenza. Quando la diciassettenne Lucia viene riportata indietro dalla polizia ancora una volta, l’arrivo di un nuovo paziente minaccia di mandare in frantumi il fragile equilibrio del reparto.

Ilya Khrzhanovsky – “DAU: Madre”

Il prossimo importante ingresso nel monumentale progetto “DAU” di Khrzhanovsky, che ha trascorso più di due anni e mezzo a completare. “DAU. Natasha” e “DAU. Degenerazione” sono stati presentati in anteprima alla Berlinale 2020. Khrzhanovsky ha rinunciato alla cittadinanza russa ed è stato un critico schietto del regime di Putin, ma ha anche dovuto affrontare accuse sul modo in cui trattava le donne sul set di “DAU. Natasha”.

Nanni Moretti — “Accadrà stasera”

Un dramma liberamente ispirato alla raccolta di racconti “Hungry Heart” dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, scritta da Moretti insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella. Nel cast Louis Garrel, Jasmine Trinca e Angela Finocchiaro. Segna la prima collaborazione di Moretti con Garrel, e la sua prima con Trinca da “The Son’s Room” nel 2001. “It Will Happen Tonight” segnerà probabilmente la prima volta in più di due decenni che Moretti – che ha avuto nove film in competizione a Cannes – lancerà un nuovo film dal Lido.

L’84esima edizione di Venezia si svolgerà dal 2 al 12 settembre, con il programma del festival che sarà annunciato il 23 luglio.



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