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Carlton Cuse, John Ridley Onore a Federico Fellini

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Carlton Cuse, John Ridley Onore a Federico Fellini


Nel tentativo di ottimizzare i trasporti e la logistica – e risparmiare ai partecipanti di spendere metà del festival facendo la spola su e giù per la Riviera Ligure – l’Italian Global Series Festival di quest’anno ha tracciato una linea più chiara tra le sue due città ospitanti. Rimini occupa i giorni di apertura (3-6 luglio), Riccione il tratto centrale (7-10 luglio), prima che l’evento ritorni a Rimini per la cerimonia di chiusura l’11 luglio.

La suddivisione dovrebbe anche dare ai visitatori più tempo per assorbire le ambientazioni distintive del festival: dallo storico Cinema Fulgor – dove un giovane Federico Fellini cadde per la prima volta sotto l’incantesimo del cinema – all’imponente Castel Sismondo, la fortezza del XV secolo che ora ospita il Museo Fellini. Infatti, invece di considerare il figlio più famoso di Rimini come uno sfondo, l’IGS ne ha fatto un santo patrono.

“Lo spirito di Federico Fellini è sempre presente”, afferma il direttore artistico Marco Spagnoli. “Al di là delle ovvie ragioni, onestamente credo che se fosse vivo oggi, farebbe delle serie. Sarebbero enormemente ambiziose e costose, ovviamente, e sarebbero dei capolavori. Fellini amava il cinema, ma soprattutto amava il pubblico. La possibilità di raggiungere le persone attraverso la narrazione di lunga durata lo avrebbe affascinato”.

In omaggio, il festival ospiterà lo showrunner Carlton Cuse (“Lost”, “Bates Motel”, “Jack Ryan”) e il premio Oscar John Ridley (“12 anni schiavo”) per una conversazione a tutto campo intitolata “Lost in Fellini”. La sessione invita i collaboratori di lunga data – e i co-creatori di “Five Days at Memorial” – a scoprire un’ossessione condivisa scoperta da entrambi quando erano studenti.

Cinema Fulmineo

L’attenzione ai giovani è presente in tutta l’edizione di quest’anno. Attraverso la prima Summer School dell’IGS, 60 studenti di cinema e televisione di Rimini e Riccione formeranno una “super giuria”, partecipando a proiezioni, conferenze stampa e masterclass prima di assegnare il nuovo Premio Maximino insieme alle onorificenze ufficiali del festival.

“Spesso in Italia è difficile fare il salto dall’università all’industria”, dice Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione Italiana Produttori Audiovisivi e una delle organizzatrici del festival. “Ciò offre agli studenti un accesso diretto al mondo professionale, mettendoli faccia a faccia con produttori, registi e creativi di spicco. Allo stesso tempo, è una forma di ricerca di mercato, poiché capire come il pubblico più giovane interagisce con i contenuti è una delle domande più grandi del settore.”

Data la sua significativa sovrapposizione istituzionale con il MIA Market di Roma – anch’esso supervisionato dall’APA e coordinato da Spagnoli – l’IGS rivolto al pubblico è meno sotto pressione nel formalizzare la sua programmazione di settore, in linea invece con l’attrattiva più ampia del festival come rifugio sul mare dove i professionisti possono connettersi e rilassarsi.

In questa cornice rilassata e business-casual, però, il festival si sta ritagliando spazio per qualcosa di nuovo: Pitch Crime, un’iniziativa dedicata allo sviluppo di serie crime per il mercato italiano e internazionale. Rivolto alle società cinematografiche che desiderano passare alla televisione, il programma si apre con una fase di selezione prima di passare a sessioni individuali con produttori e addetti ai lavori del settore. Il candidato più forte si aggiudica un Premio Maximo e un sussidio per lo sviluppo.

“Si tratta di un esperimento”, ammette Sbarigia. “Vogliamo capire se è possibile dare nuova vita al business. Se va bene e il vincitore trova coproduttori o commissari, cercheremo di lanciarlo a livello internazionale il prossimo anno con una finestra di presentazione molto più lunga.”

A lungo termine, Sbarigia vuole creare più respiro, trovando nuovi modi in cui sceneggiatori e showrunner internazionali possano scambiarsi idee e allo stesso tempo aprire uno spazio simile per gli studenti partecipanti.

“Vorrei avere più tempo, non per allungarlo, ma per offrire attività professionali più varie”, afferma. “Rimini è così accogliente verso la creatività, grazie a Fellini, grazie alla passione locale. È davvero un bel posto per scambiare idee.”

Lucia Borgonzoni, Marco Spagnoli, Chiara Sbarigia



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