Il regista spagnolo Carlos Saiz ha portato a casa il primo premio sabato al Transilvania Intl. Festival del cinema, in quanto la giuria ha assegnato al regista esordiente il Trofeo Transilvania per “Lionel”, dramma su un giovane che intraprende un viaggio con suo padre, cercando di riparare una relazione segnata da anni di assenza e incomprensioni.
Ricevendo il premio sul palco dello storico Teatro Nazionale di Cluj, Saiz ha dichiarato: “Questo è un film sulla famiglia e sulle seconde possibilità, ma soprattutto è un film che porta in primo piano persone le cui storie raramente arrivano sullo schermo. Grazie per averci aiutato a dare loro visibilità e per onorarli con questo premio”.
La giuria principale del concorso era composta dal veterano attore irlandese Aidan Gillen (“Il Trono di Spade”); il regista rumeno Noaz Deshe (“Xoftex”); il distributore, produttore e fondatore del festival polacco Roman Gutek; Sandra den Hamer, CEO del Netherlands Film Fund; e la regista serbo-rumena Ivana Mladenović (“Sorella di Clausura”).
Tra gli altri premi, il premio per la miglior regia è andato alla regista greca Konstantina Kotzamani per “Titanic Ocean”, una fantastica odissea pop sull’adolescenza, l’amore e la libertà di immaginare altri mondi, presentata in anteprima nella sezione Un certain Regard del Festival di Cannes di quest’anno. Il Premio Speciale della Giuria è andato a “Padre Nostro”, del serbo Goran Stanković, su un tossicodipendente che cade sotto la dura guida di un prete violento in un remoto monastero comune.
Il premio per la migliore interpretazione è andato all’intero cast di “Truly Naked” di Muriel d’Ansembourg – Caolán O’Gorman, Andrew Howard, Alessa Savage e Safiya Benaddi – per un film che esplora la vulnerabilità, l’intimità e i modi in cui le persone cercano di riconnettersi tra loro.
Nel concorso Romanian Days, il premio per il miglior lungometraggio è andato a “Y”, diretto da Maria Popistașu e Alex Baciu, che scava in un capitolo oscuro e in gran parte inesplorato del recente passato della Romania. Il premio per il miglior debutto è andato a “Back and Forth” di Cristian Bota, su un giovane attore costretto a confrontarsi con il passato mentre viaggia con il padre autoritario.
Una menzione speciale della giuria delle Giornate rumene è andata a “The Circle” di Valeriu Andriuță, mentre il premio della sezione per il miglior cortometraggio è andato a “County Captain”, del regista Dan Panaet.
In Che succede, dottore? Il primo premio è andato a “Memory”, di Vladlena Sandu, un documentario ibrido e profondamente personale in cui la regista rivisita le sue esperienze d’infanzia durante la guerra cecena e le tracce che hanno lasciato nel presente. Il film, che ha vinto il People’s Choice Award ai Venice Days del Festival del cinema di Venezia dello scorso anno, continua una serie torrida che include un premio della giuria al Festival di Marrakech e il premio per il miglior lungometraggio al SXSW di Londra.
Una menzione speciale da What’s Up, Doc? La giuria è andata a “Variations on a Theme”, del duo di registi sudafricani Jason Jacobs e Devon Delmar, un docuficton su una comunità rurale gravata dalla storia che quest’anno ha vinto il Tiger Competition a Rotterdam.
Infine, il regista ungherese Gábor Holtai ha vinto il premio del pubblico per il thriller drammatico “Feels Like Home”, mentre “Wild Delta”, del regista Dan Dinu, è stato nominato il film rumeno più popolare del festival.
Tra gli altri momenti salienti della cerimonia di chiusura di sabato, il Trofeo TIFF.25 – un premio speciale consegnato in onore del 25° anniversario del festival – è stato consegnato a Corneliu Porumboiu, una delle figure di spicco della New Wave rumena.
La Transilvania Intl. Il Festival del Cinema si svolge dal 12 al 21 giugno.